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Coppa Italia: il pari della Pro Settimo e le parole di Siciliano

Parla il tecnico dopo il pareggio a reti inviolate nell'andata dei quarti di finale

Sandro Siciliano commenta così il pareggio a reti bianche nell'andata dei quarti di finale di Coppa Italia contro i veneti dell'Arzignanochiampo: “C'è stata una grande prestazione dei miei ragazzi. L'ulteriore conferma di quanto di buono fatto durante la stagione. Loro sono una buona squadra, esperta e meno giovane della nostra. Siamo stati bravi a rimanere compatti e organizzati anche in inferiorità numerica. Vuol dire che passeremo il turno in Veneto. Sono convinto che senza il rosso a Grancitelli avremmo vinto. Non voglio commentare l'arbitraggio: certi atteggiamenti si commentano da soli. Un altro giocatore con le caratteristiche di Jacopo Zenga non l'abbiamo in rosa, ma nonostante la sua assenza, non cambieremo modulo. Come abbiamo già fatto in campionato, col Lascaris o col Gattinara, quando Zenga non era a disposizione, alterneremo a Di Renzo e Parisi o Gallace o Marangone in un 4-3-3 o 4-3-1-2». 

 

Fra sette giorni, la Pro Settimo si presenterà in Veneto con due possibilità su tre (vittoria o pareggio con reti) per passare il turno. Bicchiere, nel complesso, mezzo pieno per i piemontesi, alla prima uscita dopo l'infortunio del bomber, Jacopo Zenga (lesione del crociato). Il primo squillo dell'incontro della gara contro l'Arzignano è firmato da Lollo Parisi, che al 10' mette i brividi al portiere avversario, Maragna, con una acrobatica conclusione al volo alta di un soffio. I veneti rispondono al 15' con una punizione velenosa di Carlotto respinta al mittente da un bell'intervento dell'attento Maja. Le due compagini in campo danno vita a una battaglia senza esclusione di colpi nell'ingolfata mediana e senza vinti né vincitori nelle due aree di rigore. Il tecnico dell'Arzignano Beggio prova con gli effetti speciali, passando dal 4-1-4-1 iniziale ad un più belligerante 4-2-3-1 con l'inversione degli esterni alti, Baggio e Azzolini, ma il bunker biancocerchiato regge l'urto senza patemi d'animo. L'avvio di ripresa regala subito i fuochi d'artificio. I padroni di casa cambiano pelle (con Godio punta centrale in un atipico 4-3-3) e al 4' vanno ad un passo dall'1-0. La palla giusta capita sul piede destro di Gallace, che da buona posizione sceglie la potenza e non la precisione, calciando alle stelle. Al 9' Piotto si presenta da solo al poligono di tiro dell'area piccola, spara a botta sicura, ma Maragna è bravo e fortunato a deviare sul palo. L'Arzignano soffre e si copre allungando la coperta con Benetti per Baggio, nipote del celebre “divin codino” ex Juve, Fiorentina e Brescia. Due minuti dopo la Pro resta in dieci con Grancitelli spedito anzitempo negli spogliatoi per doppia ammonizione (fallo su Carlotto lanciato a rete). I gialloblu ci credono e al 18' Trinchieri di testa manca il bersaglio grosso di poco. La Pro Settimo rende la pariglia al 19' con una sventola di Didu dai 25 metri, che si spegne di poco a lato. Al 36' è bagarre in campo e fuori al Valla: Di Renzo innesta il turbo, parte in contropiede e si presenta a tu per tu con il numero uno avversario, contatto, ma non rigore, perché la giacchetta nera opta, tra le proteste dei torinesi, per il giallo per simulazione. Lo zero a zero lo blinda Maja al 44' con un gran riflesso sulla zuccata ravvicinata del gialloblu Gagliotto.

Edoardo Abrate 

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  Scritto da Giovanni Teolis il 06/03/2014
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