Arturo Merlo si gode la Serie D con il suo Acqui
Le parole del tecnico dopo la matematica vittoria del girone B
Smaltiti i primi festeggiamenti per la vittoria del girone B di Eccellenza e per la matematica promozione in serie D arrivata con il 3-1 sul Busca, il tecnico dell’Acqui Arturo Merlo gongola ed esprime la sua soddisfazione per il traguardo raggiunto: «Al triplice fischio della partita di Busca sapere di aver ottenuto questo traguardo da acquese, con la squadra della mia città, è il pensiero più bello che potessi avere nella mia testa. Andiamo in serie D, dove questa squadra che amo merita di stare. La soddisfazione più bella, poi, è aver chiuso il discorso con cinque giornate di anticipo. L’impresa è infatti resa ancora più bella dai risultati che abbiamo ottenuto. Sono contento e adesso mi posso anche togliere qualche sassolino dalla scarpa.». Il condottiero dei termali non ha dubbi su quale sia stato il punto di forza per la conquista della categoria superiore: «Lo spogliatoio è stato determinate per vincere in campionato. Questo è un gruppo che è cominciato a nascere lo scorso anno, per questo motivo desidero ricordare anche Motta che è stato con noi l’annata scorsa. Quest’anno poi Teti e Gai sono stati aggiunti al gruppo storico che ha in Silvestri il proprio capitano e la propria colonna. I numeri eccezionali di questo Acqui non sarebbero stati possibili senza uno spogliatoio come questo. Un gruppo che ha lottato contro tutto e tutti, che ha sempre lavorato per migliorarsi allenamento dopo allenamento, settimana dopo settimana». Infine Merlo ci tiene a ricordare due persone speciali per l’ambiente acquese, il direttore sportivo Stoppino e il massaggiatore Panetto, scomparsi prematuramente, ma rimasti nella testa e nel cuore dei bianchi: «Prima della gara con il Busca avevo scritto su Facebook rivolgendomi a loro di darci un segnale durante il match se ci vedevamo. Ebbene, non so se sia una coincidenza, ma sopra la collina vicina al campo di Busca si vedeva nel cielo una luce che appariva e scompariva. Loro ci sono stati vicini tutto l’anno e ci hanno dato sicuramente una spinta in più. La loro morte ha lasciato un vuoto enorme. Vorrei poter parlare in sogno con Stefano (Panetto, ndr); è stato lui, infatti, che a inizio stagione mi aveva detto che le avremmo vinte tutte. Non ci siamo riusciti, ma i risultati sono stati comunque davvero straordinari».
Lorenzo Menon
Scritto da Giovanni Teolis il 21/03/2014

