Finale Juniores Regionale: gran difesa, testate e collaborazioni
Quando l\'italianità trionfa: il commento dopo la finale regionale tra Volpiano e Osmon Suno
Essere italiani, alcune volte, conta di più. Ma non nel senso stretto della definizione di "italianità", bensì nel suo senso lato. Si sa, i più grandi trionfi della nostra storia pallonara, sono stati basati su una difesa impenetrabile. Deve saperlo bene Luca Conta, arrivato a questa finale anche grazie ai miracoli del portierone D'Auria contro il Lucento, e che gioca il match decisivo sulla forza della sua linea Maginot difensiva. Martello, Romano, Antoniotti e Caldarelli sembrano più volte sul punto di capitolare ma tengono sempre su la baracca. Porta inviolata, zero gol subiti e gol fatto nell'occasione creata. Catenaccio e ripartenze, roba da fare un baffo a Trapattoni o Mourinho. Si dice inoltre che l'Italiano abbia un cuore grande, che tiri fuori il meglio di sé quando sotto pressione. L'ultimo trionfo mondiale della nazionale guidata da Marcello Lippi arrivò infatti sulle scie dello scandalo di Calciopoli. Nessuno scandalo in questa finale, ma la forte impressione durante la regular season che la squadra di Conta, in fase offensiva, sia poca cosa. E allora perché non collaborare con altre categorie per ovviare a questa difficoltà? Ecco così che dalla prima squadra venga prestato il gioiellino più luminoso, quell'Andrea Amoruso che sembra davvero avere due marce più degli altri e che decide la finale con una giocata da talento vero. Mentre viene addirittura dagli Allievi Michele Pititto, classe '97 e giocatore più giovane in campo. E Luca Conta ancora protagonista: preparatore atletico della prima squadra che ha stravinto il girone B di Promozione, timoniere capo di questa Juniores che vince il titolo regionale. Cosa chiedere di più? Poi la curiosità più simpatica e assurda di questa finale. Poco dopo il gol di Amoruso vi è un gran fermento attorno alla panchina del Volpiano con il massaggiatore delle volpi argentate ad applicare una grossa fascia in testa ad un giocatore. Il motivo? Alzandosi per esultare per il gol appena realizzato, il numero 18 Alex Vendemiati dà una grossa capocciata al pezzo di ferro che salda la panchina di Santhià su cui era seduto. Piccolo taglio alla testa e risate da parte di tutti gli altri componenti della panchina. Perché farsi male prima di entrare non è da tutti...
Valerio Franceschi
Scritto da Giovanni Teolis il 05/05/2014

