Quantcast

Vota il sondaggio

Inserisci la tua email per votare

Puoi votare solo una volta per questo sondaggio e la tua email deve essere valida.
La tua email non sarà resa ne pubblica ne visibile.

Consenso al trattamento dati:

Accetta il trattamento dei dati.

 
×
Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Volete picchiare un arbitro? Ve la cavate con mille euro...

Tutto ha un prezzo, anche il ritornello che spesso si sente rimbalzare sui campi di calcio: «Prima o poi ne dobbiamo scaldare uno, così magari capiscono…». Ecco, il Consiglio Federale del 17 dicembre ha di fatto ratificato il listino prezzi di questo metodo poco pedagogico: alzare le mani contro un arbitro in una gara di campionato nei Dilettanti costerà alla società, all'incirca, un migliaio di euro. Soldi che verranno destinati al pagamento delle spese arbitrali. Il conto è presto fatto, basta leggere quanto scritto nel comunicato che ne è seguito dopo la decisione: il prezzo della sanzione sarà da calcolarsi «moltiplicando il costo medio della gara del campionato di competenza per il numero delle partite casalinghe». Perché questa tariffa venga applicata è necessario che il giudice sportivo punisca: a) il singolo calciatore con otto giornate di squalifica; b) il singolo giocatore o il singolo allenatore con quattro mesi di squalifica; c) il singolo dirigente con quattro mesi di squalifica; d) calciatori e allenatori con un totale di sei mesi di squalifica; e) i dirigenti con un totale di sei mesi di inibizione.

Nessuno mette in discussione il principio alla base di questi provvedimenti, sacrosanto. Risulta difficile non trovarsi d'accordo con la squalifica e la sanzione di un tesserato che si macchia di un atto di violenza. E' altro che lascia perplessi, a iniziare dal fatto che sia stato Carlo Tavecchio a proporre un provvedimento che può mettere le società Dilettanti in una situazione potenzialmente di difficoltà. Società che fino all'altro ieri erano 'sue', e che ora ha di fatto messo in balia degli umori di alcuni suoi tesserati e anche di qualche arbitro. Perché un'altra cosa che non convince è il mancato bilanciamento delle parti, dato che il referto arbitrale al momento è paragonabile a un testo sacro, e risulta difficilmente contestabile, anche di fronte a palesi bugie. Non sono rari i casi di arbitri affetti da 'mano pesante' al momento della stesura del referto, più per uno spirito vendicativo che per perseguimento della giustizia. Ignorare tutto questo e non aver pensato di mettere una stretta anche intorno a quella che appare sempre di più una cattiva abitudine non fa altro che acuire la sensazione che tutto questo sia un modo alternativo per considerare ancora una volta le società come una cassa da cui attingere. Ecco, quindi, spiegata l'astensione in Consiglio Federale dei rappresentanti della LND. E poi, dal momento si dà la possibilità all'Aia di costituirsi parte civile, si permetterà alla società di rivalersi contro i propri tesserati?

Giovanni Teolis

Condividi su Facebook    Condividi su X
Print Friendly and PDF
  Scritto da Giovanni Teolis il 23/12/2014
Tempo esecuzione pagina: 0,04844 secondi