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Prima Categoria / Venaus-Valdruento rinviata e Vigna polemizza

Ennesimo rinvio per Venaus e Valdruento: nella serata di mercoledì 11 febbraio le due squadre non sono scese in campo per impraticabilità del terreno di gioco. La decisione dell’arbitro ha destato non pochi dubbi e perplessità tra i giocatori di entrambe le compagini.

Rinvio polemico A Caprie è in programma Venaus - Valdruento, recupero della 19°giornata di campionato del girone E di Prima categoria. Mentre le due squadre si stanno riscaldando sul terreno di gioco, l’arbitro Federico Colotti della sezione di Collegno fa un sopralluogo sul campo e, dopo aver notato alcune lastre di ghiaccio intorno a una porta, decide di rinviare l’incontro per garantire la sicurezza dei giocatori. La ferma disposizione del direttore di gara induce alcuni giocatori del Venaus, insieme ai custodi del campo, a tentare di spaccare il ghiaccio con delle pale. Tale sforzo però non viene premiato dall’arbitro Colotti, che comunica così l’ufficialità del rinvio ai due capitani Luca Caffo del Venaus e Daniele Sorrenti del Valdruento. Sconcertato l’allenatore valsusino Fabrizio Vigna: «L’arbitro non aveva voglia di fare giocare la partita, non si è addirittura cambiato e questo la dice lunga. E’ una decisione davvero discutibile, dato che il campo era in buone condizioni; in passato abbiamo addirittura giocato con la neve sulle fasce. Oltretutto molti dei ragazzi hanno dovuto chiedere dei permessi di lavoro per poter presentarsi in orario alla partita, ma questo all’arbitro non interessa». Chi sembra essere d’accordo sul rinvio è l’allenatore del Valdruento Emanuel Urbano, il quale però punta il dito contro i rossoblù: «E’ giusto non disputare la gara per non mettere a rischio la sicurezza dei ragazzi, però certe situazioni si possono e si devono prevedere. È inutile che i giocatori Venaus si mettano a spaccare la neve mezz’ora prima della gara, quando potevano fare un sopralluogo nel pomeriggio o ancor meglio scegliere un sintetico. Resta il fatto che per l’ennesima volta non giochiamo».

Marco Piccinni

 

 

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  Scritto da Giovanni Teolis il 12/02/2015
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