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Giovanissimi Regionali / Borgovercelli, quanta rabbia per il rinvio

Ora non si gioca più nemmeno sui campi sintetici. Sembrava l'unica soluzione possibile per arginare le precipitazioni che ormai ogni anno, soprattutto nel mese di febbraio, fanno saltare un numero incredibile di partite, ma dopo domenica anche questa soluzione sembra inutile. Ma quello che ha fatto infuriare il Borgovercelli non è soltanto questo e merita di essere approfondito. Sono le 9.20 di domenica quando la squadra del tecnico Andrea Atanassi (in foto) arriva in Corso Lombardia. Il primo ad accoglierlo è Alessandro Pierro, allenatore di casa, che mostra come i suoi stessi ragazzi stiano togliendo la neve dal campo in modo tale che le linee di gioco siano ben visibili. Arriva anche il direttore di gara, Rossella Preziuso di Torino che, almeno in un primo momento, sembra favorevole alla disputa della gara. Le squadre iniziamo dunque il riscaldamento, ma quando si apprestano a scendere in campo le cose variano. Sono le 10.15 è l'arbitro ha cambiato idea. Per ragioni di sicurezza la partita non si può giocare. Non bastano le più che ragionevoli insistenze della squadra ospite, la decisione è presa e non si torna indietro. Una scena purtroppo non nuova questa, che si ripete settimanalmente e che evidenzia una totale mancanza di buon senso da parte dei direttori di gara che non tengono minimamente conto di quanto una trasferta di più di 150 km possa pesare sui bilanci di una società, per non parlare dei problemi di dover bissare il viaggio in mezzo alla settimana e in un giorno lavorativo. 

Ma non è questo ad aver mandato su tutte le furie il Borgovercelli. Ci spiega le sue ragioni il tecnico Atanassi: «Non so proprio così sia successo mentre eravamo negli spogliatoi. Prima sembrava sicura la disputa della partita, poi invece quando siamo usciti l'arbitro ha cambiato idea. Evidentemente al Lucento mancava qualche giocatore importante e preferivano non giocare. La cosa che mi ha fatto più arrabbiare però e stato vedere che sul campo adiacente si faceva di tutto per spalare la neve, facendo addirittura entrare in campo una macchina per pulire il terreno di gioco, mentre non si è fatta la stessa cosa per il nostro. Evidentemente è più importante far giocare i Pulcini nel proprio torneo e guadagnare soldi. E se prima di andar via senti dire da qualcuno che si aspettava solo la nostra partenza per preparare il campo per l'Eccellenza, mi sento preso in giro. Non giocheremo la gara di recupero, che vincano pure a tavolino». 

Così invece il tecnico di casa Alessandro Pierro: «Capisco l'amarezza e la rabbia del Borgovercelli, ma posso dimostrare con la distinta che avevamo già compilato che non avevo alcuna assenza e che volevamo giocare. Sono arrivato al campo alle 8:30 e ho lavorato personalmente con i miei ragazzi per togliere la neve. Sicuramente quella di far entrare la macchina per spalare sull'altro campo è stata una leggerezza da parte della società, ma evidentemente una volta che l'arbitro ci aveva dato l'ok per giocare si è pensato che non fosse necessario. Non capisco proprio perché poi il direttore di gara abbia cambiato idea. La versione della società rossoblù è affidata al direttore sportivo Arturo Gallo: «Noi non volevamo giocare? Ma non scherziamo. L'arbitro non ha voluto assumersi la responsabilità e ha mandato tutti a casa. Il campo era agibile e non c'era assolutamente bisogno di far entrare la macchina per spalare. Tra l'altro non stiamo certo parlando di un professionale spazzaneve. Una polemica gratuita». L'unica cosa certa di questa storia e che, se addirittura si arriva a sospendere le partite che si giocano sui sintetici, è arrivato veramente il momento che qualcuno si faccia delle domande e ci dia delle risposte concrete.

Valentino Montalbano


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  Scritto da Giovanni Teolis il 24/02/2015
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