Promozione / Airaschese, fine del calvario?
La nave Airaschese guidata dal comandante Ettore Cellerino non viaggia sicuramente in acque tranquille, il mare è in burrasca e le onde sembrano troppo alte per un'imbarcazione troppo fragile in questo momento. Le scadenze entro le quali la dirigenza biancorossa doveva dare i rimborsi sono saltate (per l'ennesima volta), in più a regata in corso il Ds Tiziano Mirimin ha deciso di tirarsi fuori dal progetto. La ciurma però non vuole affondare e rimane a galla, come conferma il tecnico:«Mi è dispiaciuto molto per Mirimin perché è una persona che conosco e stimo profondamente, è chiaro che il Ds senza risorse economiche non può lavorare, tra virgolette diventa una figura un po' inutile. Lo capisco e rispetto la sua decisione». Cellerino spiega i motivi per i quali, dopo un presunto ammutinamento, si prosegue fino alla fine della stagione: «Alla base il gruppo è nato in una società con disponibilità economiche limitate. In questo momento il quadro generale è addirittura peggiorato. Questo è un problema, ma alla fine ci siamo un po' abituati. Io e i ragazzi abbiamo pensato che buttare tutto il lavoro svolto fino ad ora, per colpa di qualcuno che non mantiene le promesse, non sia giusto. Ci prendiamo le nostre responsabilità e proviamo ad arrivare alla salvezza. I giocatori ne escono in ogni caso a testa alta, non succede ma se succede può diventare una buona vetrina per i giocatori, in vista della prossima stagione. Ho la fortuna di avere un gruppo giovane, che mi aiuta e non mi fa mancare gli stimoli per andare avanti». Forse non è tutto perduto, all'orizzonte il cielo sembra schiarirsi leggermente. Sì perché si prospetta un ritorno della vecchia cordata societaria (Pastorino e Co.), che è di Airasca e questi colori li ha nel cuore. Infine Cellerino lascia le scorie, nella speranza di superare l'onda più alta e raggiungere il traguardo: «Ad oggi Ciuccariello e soci non hanno fatto nulla per la squadra, non so più cosa pensare perché hanno fatto più danni che altro. La loro credibilità è ai minimi storici, i giocatori giocano solamente per se stessi e per nessun altro. Siamo soli, ma ci crediamo».
Andrea De Leto
Scritto da Giovanni Teolis il 17/03/2015

