E' il Giudice Sportivo a 'firmare' il Daspo a De Vincenzo
E' stata sicuramente la notizia della settimana: Aldo De Vincenzo, tecnico della Saviglianese, colpito da Daspo per un anno. Il procedimento amministrativo da parte della questura di Torino è giunto dopo i fatti accaduti nel post gara della partita tra Luserna e Saviglianese, giocatasi lo scorso 30 novembre 2014. Il dispositivo amministrativo, riportando il testo del comunicato, spiega che: «Al termine della gara Aldo De Vincenzo entrava sul terreno di gioco e, con fare minaccioso, tentava di aggredire l'arbitro, senza riuscirvi solo grazie all'intervento dei propri giocatori. Successivamente, posizionandosi davanti al tunnel di uscita dal campo, si rivolgeva nuovamente all'arbitro con espressioni ingiuriose e minacciose impedendo, per diversi minuti, l'accesso agli spogliatoi della terna arbitrale, obbligata, pertanto, a seguire un percorso alternativo». Il provvedimento conclude dicendo che: «Vieta ad Aldo De Vincenzo l'accesso agli stadi ove si disputano tutti gli incontri di calcio della squadra Saviglianese, nonché ai luoghi interessati alla sosta, al transito od al trasporto di coloro che partecipano od assistono alle medesime manifestazioni, in concomitanza con le stesse».
Quasi nessuno però si è soffermato su un piccolo grande dettaglio che ha però dell'incredibile: il testo del procedimento amministrativo della Questura di Torino, fogli alla mano, è pressoché identico a quello firmato il 4 dicembre dal Giudice Sportivo. E non sarebbe potuto essere diversamente visto che i fatti contestati al tecnico sono avvenuti ben prima dell'arrivo delle forze dell'ordine al campo. Altro dettaglio curioso: il Giudice Sportivo per gli stessi fatti aveva deciso di sanzionare il tecnico con due mesi di squalifica (in realtà uno solo con la sosta tra dicembre e gennaio). Morale della vicenda: se questa procedura fosse applicata sempre con tali modalità e in base a questo criterio, chiunque finisca sul comunicato regionale del Piemonte sarebbe sanzionabile dalla Questura. E di fatto i campi di calcio e le tribune si svuoterebbero in un colpo solo...
Aldo De Vincenzo, seppur toccato dalla vicenda, cerca di fare un po' di chiarezza: «Ho intenzione di fare ricorso e infatti mi sono già rivolto a un avvocato. Ho già steso delle memorie difensive con tanto di testimonianze spontanee di tesserati del Luserna che negano quanto riportato da Questura e Giudice Sportivo». De Vincenzo precisa ancora: «Io non ho mai aggredito fisicamente l'arbitro e non ho mai impedito alla terna arbitrale di raggiungere gli spogliatoi contro la propria volontà. Chi mi conosce sa che tipo di persona sono; circa un mese fa sono tornato a Potenza, la mia città natale, perché mi hanno consegnato il premio "Lealtà nello sport", consegnato alle persone che si sono contraddistinte per i valori che hanno saputo trasmettere». Ancora il tecnico della Saviglianese: «Questo è un precedente pericoloso, perché come è toccato a me, potrebbero toccare a chiunque. Il dispositivo amministrativo non fa altro che ricalcare quanto scritto già nei mesi scorsi dal Giudice Sportivo: infatti semplicemente mi è vietato di seguire la mia squadra, e non devo andare a firmare da nessuna parte». Il paradosso finale è infatti proprio questo: se De Vincenzo dovesse cambiasse squadra a fine stagione (il 30 giugno scade il suo contratto), la sua squalifica di fatto decadrebbe...
Andrea De Leto
Scritto da Giovanni Teolis il 08/04/2015

