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Felice Belloli al capolinea, l'ultima battuta gli costa il posto

«Basta! Non si può parlare sempre di dare soldi a queste quattro lesbiche». Le parole dette da Felice Belloli, riportate fedelmente sul verbale del 5 marzo del Consiglio del Dipartimento Calcio Femminile (che ho ricevuto e pubblicato in esclusiva la fine della scora settimana) hanno scatenato il finimondo all'interno della Lega Nazionale Dilettanti e non solo. Un caos che ha connotati internazionali, visto che il Times e l'Herald Tribune hanno dedicato all'accaduto una pagina nella sezione politica. Dal canto suo, il numero uno dei Dilettanti ha da prima negato di aver detto quelle frasi: «mai detto quelle parole. Lo dimostrino», ma a dimostralo c'è un verbale firmato dal vice presidente vicario Antonio Cosentino, e dal segretario Patrizia Cottini che ha confermato quanto scritto sul verbale: «Ho riportato solo quanto accaduto e detto in quella riunione. Belloli - ha affermato la Cottini - ha proferito quelle parole». Tanto per non farsi mancare nulla a confermare l'accaduto ci hanno pensato anche i Consiglieri Fantini, Signorile e Sonia Pessotto. Quest'ultima ha pure rincarato la dose: «Quelle parole sono state di una violenza inaudita, mi hanno colpito nel profondo perché danno l'idea precisa del modo di pensare e di essere di chi le ha dette». In un secondo momento Belloli ha gridato al  golpe (e come no, ci vedete tutti col cubano acceso ma che, invece di andare alla Baia dei Porci, attentiamo allo studio presidenziale di Piazzale Flaminio?). Lo sport di non assumersi le responsabilità va forte in questo Paese. Il suo modo omofobico di esprimersi è stato riportato in un atto ufficiale così come all'interno di quel verbale si possono desumere velate minacce nei confronti di chi scavalchi la Lnd per andare a parlare col presidente federale. Inoltre, sempre nel verbale, viene riportato ogni movimento da parte dei presenti e si legge che Belloli lascia la seduta alle 13.40 per farvi ritorno circa 50 minuti dopo, giusto in tempo per offendere il mondo del calcio femminile e la sue atlete. Proprio il fatto che siano riportate con cura i movimenti dei presenti mette in un angolo il vice presidente vicario Antonio Cosentino, che ricordiamo ha la responsabilità del Calcio Femminile, il quale dopo aver firmato il verbale e accortosi di quello che c'era scritto, ha pensato bene di andare alla Procura Federale portando il verbale e contemporaneamente consegnando una lettera dove affermava che al momento della frase incriminata lui era uscito dalla stanza. Circostanza che i presenti hanno smentito e di cui non c'è traccia sul verbale. Questo metterebbe nei guai anche Cosentino che, in pratica, nel denunciare il suo presidente per salvare il suo posto, avrebbe detto cose non vere. Intanto le atlete del calcio femminile hanno messo in moto una protesta feroce contro chi le avrebbe dovute rappresentare al punto che sabato per le semifinali della Coppa Italia, Belloli non si è presentato perché le calciatrici avevano minacciato: «se si presenta lui non scenderemo in campo noi».

Tornando al presente in queste ore si sta svolgendo un Consiglio Straordinario del Dipartimento Femminile, peccato non poter essere presenti per capire se qualcuno sta cercando, come si dice, di salvare la propria cadrega. Questa settimana sarà comunque decisiva per Belloli visto che mercoledì ci sarà un Consiglio di Lega per l'approvazione del piano economico della Lnd, e si preannuncia infuocato. I presidenti dei Comitati chiederanno a Belloli un passo indietro ma lo stesso ha già comunque più volte detto che non intende farlo perciò, a quel punto, si andrà ad una mozione di sfiducia (si fa il nome di un presidente del Nord, anche se altri affermano che proprio quel presidente voglia far rimandare il Consiglio di Lega) e quindi si andrà alla conta. Ma poi, chi avrà votato a favore dell'attuale presidente dovrà vedersela con l'ira delle calciatrici e non solo. Infatti, Veronica Vasarri, segretaria del Comitato ArciGay di Arezzo, ha affermato che: «E’ l’ennesimo caso di sessismo e omofobia istituzionalizzato, perché quando è un rappresentante di un’istituzione a pronunciare una frase così si fa portavoce di tutto l’ente che rappresenta. Fortunatamente i vari membri del Consiglio si sono dissociati, ma questo non cancella quello che è stato detto».  Pensate cosa potrebbe accadere se la qualcuno non votasse la sfiducia a Belloli. Durante la conferenza stampa di presentazione del Torneo delle Regioni di sabato, che si è svolta nella sede di via Pitteri a Milano, oltre ad essere assenti le Istituzioni mancava anche Banca Intesa che aveva prenotato una decina di posti ma ha disertato l'evento.

Intanto la Procura analizza le carte che non si fermerebbero a quelle del verbale della riunione del 5 Marzo. Trapela infatti che esistano due esposti presentati da due ex dipendenti con accuse pesantissime nei confronti di Felice Belloli e che una delle due sia stata già ascoltata dagli uomini di Palazzi la scorsa settimana mentre l'altra verrà sentita giovedì. Sempre gli uomini di Palazzi hanno invitato a presentarsi anche altre tre persone: una lunedì, ma il nome e le motivazioni sono top secret, martedì una dipendente Lnd, forse la più brava e preparata, mentre mercoledì sarà il turno di una delle persone presenti alla riunione del 5 marzo. Intanto dal suo entourage incominciano a defilarsi i suoi più fidati scudieri. Così un consigliere federale che preferisce rimanere anonimo: «Sono un tipo diretto e in questo momento ci vuole diplomazia perché è una situazione limite e io avrei solo voglia di insultarlo. Dovrebbe fare un passo indietro e dimettersi, in questi mesi ha dimostrato di non essere adeguato al ruolo».

Massimiliano Giacomini



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  Scritto da redazione_piemonte il 19/05/2015
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