L'Aic minaccia, ma solo per i professionisti

L'Associazione Italiana Calciatori batte un colpo, quindi esiste. Ma ovviamente, di quel che passa per il mondo dei dilettanti poco importa. Questo quanto emerge il 15 luglio, giorno in cui l'Aic ha deciso di combattere contro il principio dell'età media nei campionati di Serie A, Serie B e Lega Pro. Tutto lecito visto il ruolo del sindacato, ma a noi ci rimane una domanda: se l'età media nei campionati professionistici scatena le ire, che dire allora dei campionati dilettantistici, che da anni aumentano sempre di più l'obbligo dei giovani da schierare in campo nei campionati di Serie D, Eccellenza e Promozione? Dove sta la rabbia e l'aggressività del sindacato quando si parla di dilettanti? Evidentemente, non portiamo voti…
Nel frattempo, ecco il comunicato dell'Aic che minaccia lo slittamento dei campionati professionistici:
"I campionati di Lega Pro, Prima e Seconda Divisione, potrebbero non iniziare regolarmente" - lo ha dichiarato il Vicepresidente dell'Aic, Umberto Calcagno, al termine dell'incontro con i rappresentanti delle squadre di Lega Pro, che si è svolto oggi a Milano.
"A rischio c'è la regolarità dei campionati" - prosegue Calcagno - "perché distribuire somme per l'età media a discapito degli incentivi e disincentivi basati sulla classifica mina la regolarità dei campionati in quest'anno di transizione".
"La riforma si basava sul ritorno alla meritocrazia per innalzare il valore tecnico della Lega Pro anche nel rispetto di chi la domenica va allo stadio, così il progetto tecnico rischia di essere fallimentare. L'imposizione di un'età media in campo" - sottolinea Calcagno - "nulla ha a che vedere con la valorizzazione dei giovani calciatori".
Sulla stessa lunghezza d'onda il Presidente Damiano Tommasi, impegnato in questi giorni nella visita ai ritiri delle squadre di Serie A, insieme al Direttore Generale Gianni Grazioli.
"Quando abbiamo approvato la riforma dei campionati, avevamo condiviso un ritorno alla meritocrazia con l'abolizione dell'obbligatorietà in campo. Con l'introduzione dell'età media (24 anni in Seconda divisione, 25 in Prima), si rischia di peggiorare la situazione. Non vorremmo trovarci nell'assurda ipotesi che in campo ci si vada solo per un calcolo matematico e non per meriti sportivi."
Scritto da redazione_piemonte il 01/08/2013

