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Concessioni, quello che ora servirebbe è un'unità d'intenti

Salvatore Fusco, presidente del Comitato regionale Piemonte Valle d'Aosta nei primi anni novanta, era solito ripetere che le società di Torino sono sempre pronte a gonfiarsi il petto in quanto numerose, ma che non sapevano vincere una sola battaglia perché incapaci persino di comunicare tra di loro. Difficile dargli torto vedendo come si sono presentate alle scorse elezioni, e cioè divise tra di loro favorendo un candidato che arriva da duecento chilometri dal capoluogo subalpino, e come si stanno relazionando con il Comune di Torino sulla vicenda campi.

La storia è nota ai più ma vale la pena di ripercorrerne sommariamente le tappe. Il Comune di Torino, ritendo di dover applicare anche in tema di impiantistica la ormai famigerata direttiva europea Bolkestein, lo scorso anno ha modificato il regolamento con cui si assegnano gli impianti sportivi che stanno per andare in scadenza. Modifiche sostanziali, quali l'impossibilità di riassegnare l'impianto ad una stessa società dopo 30 anni oppure che se alla scadenza della concessione ci sono più soggetti interessati ad ottenere la struttura il Comune debba per forza emettere un bando. Se a queste modifiche si aggiunge il fatto che ci sono club che hanno la concessione ormai scadute e che nel frattempo hanno speso denari di tasca loro, ecco che la tensione sale. L'assessore allo sport Stefano Gallo ha organizzato alcuni incontri ma al momento non si è ancora riusciti a cavare un ragno dal buco. Perché? Dire ora che bisognava far sentire la propria voce prima che il regolamento entrasse in vigore è troppo facile. Dire di certi politicanti da strapazzo che vanno di società in società a proporsi quali salvatore della patria salvo poi scoprire che hanno contribuito loro stessi a creare questo disastro è tempo perso.

Quello che ora servirebbe è un'unità d'intenti e collaborazione tra i club, basterebbe che le società si accordassero tra di loro e invece… Ottavio Porta, istrionico e personalità forte del nascente Comitato di società si sta facendo buon portavoce ma i conti non tornano. Giovedì doveva esserci un incontro proprio con l'assessore Gallo ma in un primo momento si era deciso di disertare quale segno di protesta. Poi invece si è optato per la partecipare ma nel frattempo la comunicazione contraria era partita. Morale, alcune hanno presenziato altre no. Bella figura. Per il giorno dopo il presidente del Coni Gianfranco Porqueddu aveva organizzato un incontro ma anche qui qualcuno ci va e altre no e come se non bastasse lo stesso Porqueddu ad un certo punto lascia la riunione contrariato. Ermelindo Bacchetta, presidente del Comitato regionale ha già detto che lui non c'entra e si è già chiamato fuori (le elezioni sono ormai un ricordo) ma nel frattempo Ottavio Porta ha fissato un appuntamento per oggi sempre con l'assessore Gallo e, si dice, dovrebbe essere la volta buona. Speriamo, aggiungiamo noi, anche se le premesse non fanno presagire a nulla di buono. Nel frattempo Angelo Frau prepara le carte bollate: parteciperà a tutti i bandi.

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  Scritto da redazione_piemonte il 21/10/2013
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