Lega-Calciatori, la battaglia sul vincolo sportivo
Carlo Tavecchio contro Damiano Tommasi: chi vincerà?
Nessun passo indietro. La Lega Nazionale Dilettanti, nella persona del suo Presidente Carlo Tavecchio, ribadisce la propria posizione rispetto alla richiesta dell'Associazione Italiana Calciatori presieduta da Damiano Tommasi: «Ancora non capisco dove sia il problema. Ritengo che il famoso articolo "108", che c'è dal 2002, sia sufficiente per garantire la libertà del calciatore dilettante. Siamo nella legalità, l'interlocutore dei Calciatori non siamo noi della Lega Nazionale Dilettanti, ma semmai il CONI». Parole che fanno da eco a quanto dichiarato anche dal presidente del Comitato Regionale Lombardia a margine della riunione di Brescia sulla riforma dei campionati giovanili: «Abbiamo ricevuto la richiesta di Damiano Tommasi ma l'abbiamo rispedita al mittente: se si abolisce il vincolo, il calcio dilettantistico muore».
La differenza "Liberi di Giocare": così si chiama la campagna promossa dall'Associazione Italiana Calciatori sull'argomento. Una pagina facebook con seimila "like", una rassegna stampa che riassume le volontà dei Calciatori e un fascicolo di circa 15 pagine nel quale vengono elencati i motivi per cui il vincolo nei Dilettanti dovrebbe essere abolito: i maggiori argomenti portati sono citazioni della Costituzione Italiana (sui diritti inviolabili dell'uomo, sulla pari dignità sociale e sulla rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che limiterebbero la libertà dei cittadini, sul diritto di associazione, sul principio di libera circolazione dei lavoratori, sulla possibilità di recedere dall'associazione), anche se il punto sul quale Tommasi calca la mano è quella della differenza rispetto alle altre Federazioni europee. «Quello con il resto dell'Europa - continua Tavecchio - è un paragone che non regge: il sistema dilettantistico che c'è in Italia non c'è da nessun'altra parte. All'estero fare parte di un club significa partecipare, anche economicamente, a tutte le attività della società: in Italia invece sono le società stesse a provvedere su tantissime cose. A partire dall'iscrizione ai campionati, che in totale costano 1 miliardo e 600 milioni di euro. Cifre che nel resto d'Europa non esistono». Argomentazione sulle quali sarà difficile ribattere, per un tema che tra l'altro si trascina ormai da anni. Ma la luce in fondo al tunnel ancora non si vede: «Non vedo assolutamente la necessità di cambiare: fino a 12 anni il vincolo non esiste, inoltre il regolamento permette lo svincolo in tantissimi casi come ad esempio quello del cambio di residenza da una regione all'altra. Sinceramente, non capisco quale sia il ragionamento che sta alla base di questa richiesta di cambiamento. Vogliono che il calcio dilettantistico diventi un calcio alla "viva il parroco"? Facciano pure, ma non avranno il nostro appoggio».
Scritto da redazione_piemonte il 28/11/2013

