Altri Mondiali / Anno 1966: Corea e pomodori, la Regina è salva
Alla vigilia, il campionato del mondo 1966 è tra i più stimolanti. Il Brasile di Pelè mette in palio il titolo di campione in Inghilterra, la nazione che tra orgoglio della tradizione e presunzione dell’isolamento, ritiene da sempre di essere l’unica maestra di calcio. A Liverpool è di scena il Brasile che dopo un incoraggiante successo non sa reagire al gioco duro degli ungheresi e ai gol della pantera portoghese Eusebio, finendo per salutare tutti in anticipo. E’ un torneo condizionato dal gioco intimidatorio, picchiano allegramente un po’ tutti sul suolo inglese, ma non mancano le emozioni forti. Nella squallida Middlesbrough, volitivi sconosciuti dagli occhi a mandorla passano dal farci tenerezza e curiosità al mettere a nudo la cocciutaggine ostinata del nostro C.T Fabbri. Tiene a digiuno Picchi e Meroni portando Riva solo come ospite, giustificando quindi i pomodori marci al rientro anticipato. Abbiamo toccato il fondo e chiudiamo le frontiere agli stranieri. Il pressing al ginseng degli asiatici sbalordisce anche il Portogallo nei quarti, ma loro hanno puntato sugli uomini giusti e quando Eusebio si scatena, la qualificazione coreana diventa una pia illusione. Segnerà nove reti diventando l’autentica stella dei mondiali, trascinatore dei lusitani al terzo posto cui solo gli inglesi e il suo marcatore Stiles impongono l’inchino. Già gli inglesi, si sono qualificati per la finale con un calcio pratico e autoritario fatto di intese che partono dal portierone Banks e passano per i piedi di Moore e Bobby Charlton, arrivando a Hurst. Altrettanto corazzata appare però anche la Germania Ovest dello stratega Schoen in panchina e del giovane kaiser Beckenbauer in campo, il loro cammino verso Londra è limpido. Il 30 Luglio i figli di Albione tremano fino ai supplementari, quando Hurst le regala i due gol decisivi. Uno è discusso ancora oggi, l’altro consegna a Hurst il record di realizzazioni in una finale mondiale. La Regina è salva, ma gli inglesi sono ancora i maestri del football?
Gianluca Ursomarzo
Scritto da redazione_piemonte il 21/01/2014

