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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Altri Mondiali / Anno 1970: La gara del secolo, il Brasile ringrazia

L’edizione messicana riconcilia con il calcio, gli incontri sono appassionanti e non di rado sconfinano nell’epica. Questi mondiali saranno per noi tra i più emozionanti ed esaltanti di sempre, ma ci furono emozioni per tutti, specialmente nella cornice dell’Azteca, un gigantesco e monumentale formicaio umano. A Città del Messico i padroni di casa passano il turno con la benedizione di arbitri compiacenti che fanno concessioni scandalose, ma tutti gli occhi sono puntati su Guadalajara. C’è il Brasile in edizione sontuosa e c’è anche l’Inghilterra campione in carica. Si trovano di fronte nella terza partita e sono scintille, la spunteranno i sudamericani con Jairzinho ispirato dal miglior Pelè, nemmeno Banks riuscirà a far fronte. A Leon si fa la scoperta di un’altra bella realtà del mundial, si tratta del Perù trascinato dai gol di Cubillas. E la Germania ? I vice campioni si accorgono dell’uomo dei piccoli gol, lo stoccatore Gerd Muller. E’ piccolo, è tozzo, sembra non abbia nessuna dote particolare eppure va a segno sette volte nelle prime tre partite. Gli azzurri sono di scena alla Bombonera di Toluca, l’altitudine si fa sentire e Valcareggi è piuttosto confuso. Passiamo il turno grazie ad una ciabattata di Domenghini ma contro il Messico si sveglia, per fortuna, il sinistro titanico di Riva, il quale non fa mistero di trovarsi a suo agio quando è supportato da Rivera, siamo in semifinale. In semifinale approda anche la Germania Ovest, vendicando Wembley 66’ con una rimonta orchestrata da Beckenbauer e conclusa dal solito Muller. Nel frattempo il gioco del Brasile si eleva a sinfonia, i tenaci peruviani alzano bandiera bianca e il quadro si conclude con l’Uruguay che elimina i sovietici con un gol convalidato da un arbitro dal visus limitato. A vendicare i sovietici ci pensano i brasiliani con il loro fronte d’attacco devastante, Rivelino chiude i conti. Intanto all’Azteca, Boninsegna che non doveva nemmeno essere in Messico apre le danze. Giunti ai supplementari, Muller ci mitraglia due volte, per fortuna noi abbiamo “Rombo di Tuono”. Sull’incredibile 3-3, Boninsegna ha ancora forza per sgomitare, si incunea e serve Rivera per il leggendario gol che ci consegna la finale. Una finale che ha senso fino a quando la freschezza ci sostiene. Pelè sale in cielo e ci resta per il vantaggio, “Bonimba” pareggia ostinato e poi crolliamo esausti e impotenti di fronte ad una squadra mostruosa. La Rimet prende per sempre la via del Brasile e Pelè è incoronato da un sombrero.

Gianluca Ursomarzo

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  Scritto da redazione_piemonte il 30/01/2014
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