Altri Mondiali / Anno 1974: Arancia Meccanica, tedeschi infallibili
Il calcio brasiliano incanta fino ai mondiali del 70', ma subito dopo il primato della fantasia attraversa l'oceano e sbarca in Europa. E' il momento della più grande rivoluzione del calcio moderno, tutti attaccano e tutti difendono, si pratica il fuorigioco sistematico e l'avversario perde le tracce di fronte ad una squadra che si muove su ritmi assolutamente impensabili, in cui ognuno è undici. E' l'Olanda di Cruyff. Il profeta del gol è dotato di tecnica eccelsa, esprime un calcio fatto di accelerazioni brucianti e frenate violente, è un giocatore a tutto campo e a tutto tempo. Nel 1974, quando la Germania ospita i mondiali, l'organizzazione logistica è perfetta ma i tedeschi dopo Monaco 72' schierano prima di tutto elicotteri in assetto di guerra mentre in campo è un florilegio di capelli lunghi, gli anni 70' entrano di prepotenza nel calcio. L'Italia è vicecampione e Zoff non subisce gol da un'eternità ma siamo disuniti e presuntuosi. Contro la Polonia torniamo a casa dopo una staffilata di testa di Szarmach e un abbagliante tiro di Deyna. La Germania è stata inserita in un girone facilissimo ma perde con i cugini dell'est, forse una sconfitta voluta per evitare l'Olanda che nel frattempo domina anche il discusso secondo girone ed elimina il Brasile di Rivelino. Luis Pereira uscendo battuto mostra tre dita ai tifosi orange, come dire "Noi siamo tre volte campioni del mondo, voi non siete nessuno". Sotto il diluvio è sempre la Polonia rivelazione e grande squadra a far soffrire i tedeschi, ma nessuno si muove in area di rigore come Muller. La finale di Monaco ospita due filosofie calcistiche opposte, il pragmatismo disciplinato contro la creatività rivoluzionaria. Si comincia e senza toccare mai palla i tedeschi si ritrovano sotto di un gol. Sul terreno di gioco c'è una quantità di fuoriclasse mai vista, Breitner tra i magni terzini di sempre pareggia su rigore, poi quando il primo tempo è agli sgoccioli, Muller con un gol in mezza girata, sull'unghia di un fiammifero, ribalta il punteggio. Il numero 13 ha colpito ancora, è stato meno prolifico ma più determinante che in Messico. Nella ripresa l'Olanda sfiora ripetutamente il pari ma Maier sventa tutto e la Germania è campione per la seconda volta, lo stratega Beckenbauer alza il nuovo trofeo. Sono stati più efficaci e hanno vinto senza ombre ma l'Olanda entra comunque nella storia senza il bisogno di vincere. L'Arancia Meccanica ha proposto il modulo più imitato e l'innovazione tattica più importante fino ad oggi.
Gianluca Ursomarzo
Scritto da redazione_piemonte il 06/02/2014

