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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Riforma giovanili: in Piemonte, distrutta una generazione

La prima a partire, all'inizio degli anni duemila, fu il Lazio. Poi toccò al Piemonte Valle d'Aosta e ora potrebbe essere la Lombardia. Nel Lazio però l'esperimento durò poco, il Comitato guidato da Melchiorre Zarelli gestisce i campionati praticamente così come lo sono oggi in Lombardia e i risultati delle sue squadre si riflettono poi anche in campo nazionale. Basta scorrere gli albo d'oro. Diverso invece il caso del Piemonte che a distanza di anni conserva la formula della doppia fase.

Ma esattamente come funziona? E soprattutto, quali sono gli aspetti che caratterizzano questi campionati? Incominciamo con il dire che non risolve, semmai amplifica, il fenomeno delle migrazioni di giovani calciatori da una società all'altra. E il mese di dicembre, per quelle società che non sono entrate nei regionali, diventa un mese infernale perché i genitori sono tutti a chiedere lo svincolo per i figli. Indebolisce, per non dire che distrugge completamente, i campionati provinciali. Questo perché chi oggi disputa i provinciali ha un obiettivo, quello cioè di vincere e arrivare a fare le categorie superiori. Completata la prima fase, che in Piemonte si chiude a ottobre (!), la stagione si può dire conclusa.

Vogliamo poi parlare dei risultati nella prima fase? In Piemonte le big fanno a gara, seppure involontariamente, a chi macina più gol e settimanalmente si registrano scarti sopra i 20-25-30 reti. In alcuni casi si arriva a sfiorare i 40 gol a partita. Basta scaricare un comunicato ufficiale. Come giornale abbiamo rinunciato a fare le classifiche dei marcatori in certi casi perché per calciatori che militano tra Chisola, Venaria, Lucento, Sparta Novara, Chieri, J Stars e qualche altra, arrivano a fare 50 reti in 6-7 partite. D'altronde… se finisce 32-0… Ovviamente poi, inutile dirlo, le società che storicamente contano sono contrarie a questi campionati per cui, quando incontrano le piccole…

Qualcosa comunque si sta muovendo in Piemonte, alcuni club infatti stanno rinunciando a fare la prima fase e aspettano di entrare direttamente nei provinciali. Meglio cioè aspettare e confrontarsi con squadre di pari valore piuttosto che essere sconfitti 37-0 e dover fronteggiare i ragazzi che chiedono lo svincolo. Ecco, questi sono i campionati in Piemonte. Quello che non si riesce a capire è perché una regione che ha la miglior organizzazione della Penisola (nella Delegazione di Brescia si era addirittura al top) abbia deciso di cancellare la propria storia.

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  Scritto da Claudio Verretto il 23/10/2013
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