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Tacchettina aggredita, Comitati a fior di pelle

A cura di Massimiliano Giacomini

Ogni ceto sociale, ogni professione ha una terminologia specifica per esprimere in forme accettabili i vizi che sono loro propri. Di un ministro non si dirà che sfrutta il popolo, ma che trova degli accorgimenti, né di un finanziere si dirà che deruba il principe, bensì che fa un buon affare. Un furfante dirà che ha ottenuto una borsa di danaro, e una cortigiana che è entrata in società. Così Jean Jacques Rousseau in Frammenti politici descriveva la società del suo tempo e stiamo parlando del XVIII secolo. A distanza di più di trecento anni dovremmo aggiungere: “un potente che mette a lavorare il figlio o un parente prossimo nel suo contesto non dirà che si tratta di nepotismo ma di casualità”.

Già, il caso La mia inchiesta sulle assunzione fatte dai Comitati Regionali della Lega Dilettanti si scontrò proprio contro il muro del nepotismo e mi fu impossibile avere i nomi di tutti gli assunti grazie alla legge sulla mutualità. Tavecchio mi promise quei nomi in un’intervista nella trasmissione che presentavo in quegli anni ma la promessa fu disattesa non senza una feroce discussione tra me e quello che allora era il numero uno della LND. A creare la maggior parte dei problemi furono almeno quattro Comitati anche perché altri che contattai mi diedero i nomi senza fare nessuna particolare domanda. Il problema del nepotismo che, colpisce in pieno volto il Comitato Regionale Lombardia, viene acuito quando il figlio mette in forte imbarazzo il capo, nonché padre, mettendolo nella condizione di non poter più esercitare il proprio potere con raziocinio e con il rispetto dei propri “dipendenti”. Una situazione che sta per esplodere proprio in una Regione del Nord che ha visto una delle “tacchettine” letteralmente aggredita.

Ricorsi Altro “casotto” il Commissariamento della Campania dove si dice che dopo ben quattro controlli che non riscontrarono nessun problema contabile uno degli attuali sub commissari il giovin Tozzi sia stato mandato a controllare il lavoro che aveva svolto in pratica il controllore che controlla se stesso. Per non lasciare nulla al caso nella relazione sul commissariamento mancava dei riscontri bancari e per capire che le firme sulle autorizzazioni bancarie poste da Pastore siano diverse da quelle che autorizzavano Cerbone a prendere soldi in contanti non bisognava essere esperti calligrafi. Cosa ne sappiamo noi? Beh diciamo che la banca e la LND rischiano grosso.

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  Scritto da redazione_piemonte il 21/09/2015
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