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Pastore attacca Tavecchio, per Belloli nubi all'orizzonte

Once upon a time. Il c’era una volta dei maestri della letteratura raccontava sempre di una terra lontana e di un qualche misfatto perpetrato ai danni di innocenti, ma forse non tutti sanno che nella cultura popolare, “luogo” da dove venivano i racconti che poi furono trasformati in scrittura e riportati in libri senza tempo, il finale delle storie era per lo più tragico e drammaticamente cruento. In questa storia che andiamo a declamare non si conosce il finale ma il contorno non è dei più rosei. 

Lunedì scorso durante l’Assemblea che ha visto Felice Belloli diventare presidente della Lega Nazionale Dilettanti con un 74% di voti a favore, il vero scontro c’è stato non tra l’ex numero uno del Comitato Regionale lombardo e qualche oppositore ma tra Enzo Pastore, attuale presidente del Comitato regionale Campania, e Carlo Tavecchio. Il primo round tra i due andò in onda qualche settimana fa sul Mattino di Napoli da dove Pastore aveva fatto partire un j’accuse nei confronti di Tavecchio, che aveva risposto per le rime sullo stesso quotidiano partenopeo. Ma questa volta lo scontro è stato più violento perché è avvenuto durante l’Assemblea elettiva della LND quella che per 15 anni è stata la casa di Carlo Tavecchio. Uno scontro annunciato ed è per questo motivo che qualcuno non avrebbe voluto la stampa presente, ma Alberto Mambelli, presidente pro tempore della LND, aveva all’ultimo deciso per il ripristino di una libertà che non era mai mancata durante le Assemblee della Lega Nazionale Dilettanti.

Entrando nel salone dell’Hilton dove stava per iniziare l’Assemblea la tensione era evidente, si respirava un’aria pesante, come se aveste chiuso in una stanza giacobini e montagnardi e li aveste lasciati là, in silenzio, ad attendere la scintilla. La prima fiammella, di una fuoco, che sarebbe esploso dopo poco è racchiusa nel brevissimo discorso iniziale che ha fatto Carlo Tavecchio alla platea. Chi lo ha seguito negli anni sa che Tavecchio ama scaldare la folla e quei pochi minuti stavano a significare una sola cosa: andiamo avanti vediamo cosa bolle in pentola. E la pentola era bollente. Così quando Pastore è salito sul palco è sembrato che tutto il tempo trascorso prima fosse servito solo ad allungare il tragitto verso il miglio verde. «Nasce un momento nuovo, quello che in democrazia si chiama “la minoranza”. Molti amici mi avevano invitato a non prendere la parola, oggi, qui, in quest’assemblea. Li ringrazio, perché era un gesto sincero: da amici. Ma, tra il calcio dilettantistico e giovanile ed Enzo Pastore, ho scelto di avere il dovere di prendere la parola questa sera. Senza retorica, senza enfasi, ma per dire qualcosa, possibilmente di concreto.  Perdonate questa citazione. Il profeta biblico Isaia, duemila e settecento anni fa, esclamò: Per amore del mio popolo, non tacerò».

Ed Enzo Pastore non ha taciuto ma anzi ha attaccato dritto al punto: «Il Pil pro-capite, al Nord – lo dico al simpatico e bravo delegato della Lombardia – non è propriamente lo stesso del Sud. È di trentunomila euro di media di reddito familiare. Questi dati provengono da fonti ufficiali, non sono invenzioni di Enzo Pastore. Dunque: trentunomila al Nord, ventottomila al Centro, diciassettemilacinquecento euro nel Meridione d’Italia. Udite, udite: 42 punti percentuali in meno, al Sud. Sono differenze abissali, impressionanti». Tavecchio nella sua pronta replica a Pastore ha commesso uno sbaglio affermando che il Sud negli anni non riesce a chiudere praticamente mai il saldo delle iscrizioni a Giugno, perché Pastore coi dati PIL estrapolati da fonti ufficiali (ci sembrano de La Repubblica) aveva già affossato ogni risposta: non potete, in pratica il succo del discorso del presidente campano, pensare che il nord e il sud abbiano la stessa forza economica e di conseguenza solo parlarne vuol dire alterare una realtà inconfutabile. 

Pastore ha anche affermato che Carlo Tavecchio sia stato il burattinaio di queste elezioni della Lega Dilettanti: «Il presidente Tavecchio sostiene di non aver indirizzato i consensi. Ma, intanto, Vito Tisci e Felice Belloli si sono dichiarati e proclamati candidati, entrambi in nome di Tavecchio, a ventiquattr’ore di distanza l’uno dall’altro. Ancora: il presidente Tavecchio ha riunito tre candidati alla presidenza (Mambelli, il suo vice presidente vicario per 15 anni e sei mesi; Belloli; Tisci), escludendo Luigi Repace. E sono state chiuse le porte di quella riunione a cinque Comitati Regionali della Lega Nazionale Dilettanti, che non erano estranei, non erano avulsi dal sistema. Cinque Comitati non invitati ad una riunione a Milano: riunione – fatto senza precedenti! – alla presenza del neo-eletto presidente F.I.G.C. È evidente la conseguenza: il nostro invito ad una Lega Dilettanti che sia autonoma! Di cuore, di pensiero e di azione».

Pastore ha poi parlato di assicurazioni, di Microcredito, della tassa di associazione che costa 300 euro senza prima ancora di dare un calcio ad un pallone e che “non è più proponibile il 25% delle tasse di iscrizione alla Lega. La cosa positiva in tutto questo per Felice Belloli è che ora potrà godere di un’autonomia totale visto che quel 25% ha un peso specifico enorme se lo si guarda al futuro e alle prossime elezioni che avverranno al termine del quadriennio olimpico, fra due anni. Il perché non dobbiamo spiegarvelo noi ma come in tutte le favole è nascosto nella morale.

Massimiliano Giacomini

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  Scritto da redazione_piemonte il 20/11/2014
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