Per la libera espressione, Novarello e il clima positivo
Intervista al Responsabile dell'Attività di Base del Novara Alessandro Biscotti
Dopo Giuliano Rusca, Nonno Genna e Silvano Benedetti, lo spazio speciale destinato alle categorie della Scuola Calcio, questa settimana ospita Alessandro Biscotti responsabile dell'attività di base del Novara Calcio. Sulla scia di Benedetti, Biscotti incentra il fulcro del suo discorso iniziale sulla problematica della pressione: «Per noi è fondamentale cercare di lasciare liberi i ragazzi di esprimersi e Novarello, in questo senso, permette ai ragazzi di maturare con i proprio tempi biologici; la dimostrazione la possiamo vedere anche con i più grandi. Faccio un esempio: sono venuti da noi alcuni giocatori che non trovavano spazio nel Milan e nell'Inter che sono stati poi convocati in Nazionale. In questi ragazzi erano state giustamente intraviste delle qualità, ma erano rimaste inesplose. Da noi hanno trovato il giusto ambiente per esprimersi con i giusti tempi».
L'importanza della struttura, diventa ancora più importante per la Scuola Calcio: «A maggior ragione nella Scuola Calcio perché emergono anche problematiche logistiche, il collegamento non è facile ad esempio da Verbania, dal pavese o da Milano e i genitori fanno sacrifici importanti. Per questo motivo il fatto di poterli tutelare con un ambiente di un certo tipo aiuta loro ad esprimersi nel migliore dei modi».
A fare la differenza, però, non è solo la struttura, ma la programmazione: «Attenzione però, non la programmazione all'interno della singola seduta, ma con una cadenza annuale. E' importante che ci sia una linea comune tra i tecnici, la quale permetta di lavorare per più anni su determinati obiettivi. Noi per quanto riguarda l'attività di base privilegiamo il talento come predisposizione al gioco del calcio, poi l'attività motoria e le capacità tecniche. Poi è ovvio che per arrivare al giocatore completo sia necessario anche uno sviluppo delle qualità fisiche, ma per arrivare al giocatore c'è tempo».
Cosa si intende per qualità fisiche? «A volte si confondono le qualità fisiche con la statura. Se pensiamo a Messi non viene definito potente fisicamente, ma ha una velocità e una capacità fisica che è molto sopra la media rispetto agli altri giocatori, oltre alla capacità tecniche ovviamente. Le qualità fisiche dipendono da tanti fattori, ma la statura a mio avviso non è sufficiente e va preso in considerazione anche il ruolo del giocatore. La cosa certa è che i ritmi oggi sono fondamentali, quindi è necessario essere preparato atleticamente».
Il clima positivo è sicuramente al centro del progetto Novara: «I concetti di base tra Esordienti e Pulcini sono gli stessi. Si parte dal presupposto che un allenamento è completo quando al suo interno si vanno a proporre esercitazioni differenti, ma complementari e legate una con l'altra. Apprendimento e perfezionamento del gesto tecnico e poi gesto tecnico riproposto, senza smettere mai di dare importanza all'aspetto coordinativo, alla scaletta, allo skip, alle andature e a tutto ciò che è propedeutico alla tecnica di corsa, oltre alle singole capacità coordinative svolte con palla. In ogni seduta puntiamo molto sull'aspetto positivo psico-cinetico. Lavoriamo sempre su due gruppi: se un gruppo fa un lavoro più stressante e analitico che richiede più attenzione, la tipologia di lavoro nell'altra stazione è di scarico per alternanza all'interno della seduta. Il clima positivo, inoltre, è dato anche dal fatto che a Novarello non esistano barriere architettoniche; questo permette alle famiglie di accompagnare i bambini e assistere all'allenamento a distanza ravvicinata. Sembra una cosa da poco, ma fa la differenza perché i genitori si sentono più tranquilli e cambia il loro modo di porsi, la loro presenza è costante e anche gli istruttori sono a maggiore disposizione con il rapporto quotidiano e con eventuali situazioni di famiglia particolari». Tutto questo è un valore aggiunto, in previsione di una crescita sportiva e societaria che mette in primo piano la crescita di un giovane calciatore che diventa uomo.
Scritto da redazione_piemonte il 27/11/2014

