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Radio Roma / Il Lotito infuriato...

di Massimiliano Giacomini

«Sono io che comando in via Allegri, vi faccio deferire a tutti». E poi: «Metterò un giovane e comanderò io». In molti nell’ultima settimana hanno visto ma più che altro sentito Claudio Lotito, presidente della Lazio e della Salernitana sbraitare e infervorarsi in maniera poco ortodossa. La prima volta in quel di Caserta, il 6 gennaio al termine del derby tra i padroni di casa del presidente Lombardi e dei granata salernitani di Lotito. Al termine del match deciso al 93’ su calcio di rigore, quanto meno dubbio, realizzato da Mancosu, l’uomo del latinorum è sceso negli spogliatoi ed ha iniziato ad urlare contro il numero uno casertano minacciando deferimenti per via dell’affaire Macalli, visto che Lombardi aveva deciso di perorare la causa del duo Ghirelli-Gravina. Un atteggiamento ai limiti dell’inchiesta da parte della Procura federale ma se è vero che a comandarle in Via Allegri è Lotito allora non accadrà nulla.  Il secondo virgolettato riguarda sempre il proprietario della Salernitana che ha voluto mettere in chiaro che Gravina non sarà mai presidente perché a comandare in Lega Pro per il dopo Macalli sarà sempre lui che ha già un piano degno di Sun Tzu: mettere un giovane come “testa di legno” e muovere lui le fila. Il giovane in questione dovrebbe essere, il già vice presidente della Lega Pro,  Antonio Rizzo. C’è da scommettere che queste non saranno le ultime urla del patron di Lazio e Salernitana, ma c’è chi giura che basterebbe uno sguardo di Paolo Toccafondi, presidente del Prato, per far perdere la voce a Lotito. Sicuro che la procura federale non interverrà ma cosa ne pensa Carlo Tavecchio di un presidente di società che va in giro urlando che a Via Allegri comanda lui? Il progetto Gravina-Ghirelli è quello di trasformare la Lega in una vera e proprio “casa di vetro” dove sia fatto tutto alla luce del sole con le società sempre al corrente di ogni movimento di direttivo e presidente. Una frase di Ghirelli rende l’idea: «cambiare realmente il modo di pensare e di fare calcio». Intanto la battaglia con Marcello Nicchi è solo agli inizi e il numero uno dell’AIA minaccia sempre meno velatamente la FIGC. Ma questa sarà una battaglia sul filo di lana perché l’aretino ha il potere di fermare i campionati e ora anche di far pesare il pagamento degli arbitri sulle società dilettantistiche il che renderebbe impossibile ad esse continuare i campionati. La LND si era ribellata ma è stata lasciata sola e ora Nicchi ha in mano un potere immenso che andava contrastato già due anni fa quando la procura federale si mosse con una velocità fuori dal comune per permettergli di partecipare alle elezioni. Lo avete salvaguardato, lo avete tutelato, lo avete appoggiato e ora ne pagate le conseguenze. Inutile che ora qualcuno muova i grandi giornali nazionali per cercare di vedere come si comporterà l’aretino. Resterà fermo anche perché per il momento nessuno riesce a scalfirlo e per vedere se è proprio lui il più forte in questo braccio di ferro bisognerà solo attendere se le modifiche al regolamento AIA verranno approvate anche in FIGC. C’è da scommettere di sì. Bisognerà vedere cosa ne pensa il presidente Lotito, ops scusate tra tutte quelle grida mi sono confuso.

 

Massimiliano Giacomini

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  Scritto da redazione_piemonte il 20/01/2015
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