Dirigenti inadeguati e balletti politici

Quello che sta accadendo in questi giorni sulla via di Firenze ha dell'incredibile. La Lega pro vive un periodo di stasi imputabile quasi unicamente a Mario Macalli che afferma con fermezza di non essere attaccato alla poltrona e poi disconoscendo il voto delle società resta incollato a quella poltrona portando alla deriva non solo la Lega Pro ma anche la presidenza federale, visto l'atteggiamento inadeguato e estremamente provocatorio di Claudio Lotito vero e proprio deus ex machina della Federcalcio. Il moto continuo lotitiano sta facendo cadere nel ridicolo la presidenza di Carlo Tavecchio visto che il patron di Lazio e Salernitana afferma di essere lui il vero presidente della FIGC. Alcuni pensano che Carlo Tavecchio stia lasciando muovere Lotito in piena libertà perché la Lega pro è una stampella imprescindibile per la sua presidenza e che senza l'appoggio di Macalli anche lui sia destinato a crollare.
Altri perché cosi facendo Lotito abbia tutto il tempo di prendere per sfinimento, come per altro già fatto con la Lega di A, le società indecise della terza serie. Resta un'unica verità: solo in Italia là dove non venga firmato un bilancio il presidente resta il carica. E ora si potrebbe muovere anche la giustizia ordinaria. Più che uno scandalo l'ennesima follia italiana. Da più parti si ricorda a Tavecchio che la federazione ha il compito di vigilare ma l'ex numero uno della Lega Nazionale Dilettanti sembra non curarsi di nessuno e questo trasforma le parole di Lotito ("sono io il vero presidente della Federcalcio") da stupidaggini a realtà. Da due presidenti per una poltrona a un presidente che sembra non avere timore di nulla. Parliamo di Marcello Nicchi padre padrone dell'AIA che sta avvertendo chiunque voglia bloccare le sue velleità di confermarsi alla presidenza per la terza volta. Questa sua fibrillazione sta a significare che c'e già qualcuno che si sta muovendo per scalzarlo e il nome di Alfredo Trentalange è quello più accreditato. Qualcuno scherzando, ma mica tanto, dice: dalla padella alla brace. Per chiudere dalle parti di piazzale Flaminio in Roma, bisognerebbe che qualcuno affinasse la sua competenza tecnologica, dato che un paio di messaggi non propriamente politici e calcistici sono stati ricevuti dalle persone sbagliate. Sia mai che cadano nelle mani sbagliate…
Massimiliano Giacomini
Scritto da redazione_piemonte il 27/01/2015

