Mens sana / Quanto conta la testa nel calcio?

Quanto conta la testa nel calcio? Molto, basti pensare a gente come Pirlo, Xavi e Iniesta, grandi tessitori di trame, con una visione di gioco fuori dal comune. Gli ultimi studi evidenziano sempre di più la correlazione tra corpo e mente, tanto che lavori di visualizzazione mentale sono ormai regolarmente utilizzati nel pre partita (alcuni professionisti utilizzano anche l’ipnosi) e nel recupero dagli infortuni. Praticamente tutti i calciatori di ogni categoria possono dire di aver provato ansia prima di un match importante, magari un derby di paese.
Alcuni riescono a trasformarla in concentrazione e carica agonistica sul campo, ma altri si fanno condizionare, specialmente durante i primi minuti, sentendosi scarichi e privi di energia. Cosa fare in questi casi? Un esercizio utile per diminuire l’ansia pre-partita è quello di concentrarsi sul respiro. Portare l’attenzione al proprio respiro, rendendolo profondo e facendo arrivare l’aria inspirata a livello ventrale, rilassa la mente e distende i muscoli. Poi sul campo, cercate di sgombrare la mente. Più facile a dirsi che a farsi, ma concentrarsi su un obiettivo, sulle proprie sensazioni muscolari, su un avversario da marcare o da puntare, aiuta a trasformare le nostre titubanze in carica agonistica. Sia chiaro, un po’ d’ansia pre gara è fisiologica, specialmente in quelle partite particolarmente sentite. Non bisogna però lasciarsi sopraffare, ma focalizzare bene l’obiettivo e far scattare la molla della motivazione, gli occhi della tigre.
Marco Querro, Centro Fitness Avigliana
Scritto da Marco Querro il 06/02/2014

