Pubalgia, come prevenirla e come curarla

La pubalgia è una delle sindromi dolorose più debilitanti in ambito sportivo. L’avventura di Kakà al Real Madrid fu rovinata a lunghi tratti anche a causa di questa infiammazione cronica.
Si tratta di una tendinopatia infiammatoria che interessa le inserzioni dei muscoli adduttori (interno coscia) per sovraccarico funzionale o microtraumi ripetuti.
L’eziologia non è ben chiara anche se una delle cause principali sembra risiedere in una postura non corretta, non solo a livello di colonna, ma anche prendendo in causa l’appoggio podalico, l’eventuale asimmetria del bacino e l’occlusione temporo-mandibolare.
Guarirne non è semplice, ma come sempre, la cosa migliore da fare è prevenire.
Innanzitutto sarebbe utile inserire esercizi di rafforzamento degli adduttori, come la pressione di una palla tra le ginocchia, gli squat laterali o l’adductor machine in palestra.
Mai trascurare l’elasticità muscolare: trovate sempre spazio per esercizi di stretching statico e dinamico e di mobilità articolare, mirati in particolare agli adduttori, agli ischiocrurali (posteriori della coscia), all’ileo-psoas.
Sono inoltre fondamentali sia per la prevenzione che per il recupero dell’atleta, esercizi propriocettivi di equilibrio su superfici instabili come il bosu o la tavoletta propriocettiva.
In caso di infiammazione cronica, il trattamento migliore è quello fisioterapico o chinesiterapico, mentre recentemente buoni risultati sono stati ottenuti con la terapia con onde d'urto indicata.
Marco Querro
chinesiologo professionista
Scritto da Marco Querro il 31/03/2015

