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Ghiaccio, il miglior antiffiammatorio

L’infiammazione, non è altro che un meccanismo di difesa che il nostro organismo mette in atto al fine di avvisarci di un danno fisico, chimico o biologico; e grazie alla quale si avvia il processo riparativo. Ogni sportivo nella sua carriera ha imparato a conviverci; ma come ci si deve comportare? 

La medicina dello Sport suggerisce di mettere in atto un protocollo semplice, ma soprattutto efficacie: il R.I.C.E. (acronimo inglese per Rest, Ice, Compression, Elevation).

REST (riposo): in caso di infiammazione la prima cosa da fare è mettere a riposo la parte coinvolta.

ICE (ghiaccio): ma quali farmaci, il primo antinfiammatorio da applicare è il ghiaccio, da applicare 20-30 minuti ogni nelle 4-5 ore successive al trauma.

COMPRESSION (compressione): ovvero pressione dell'impacco di ghiaccio sulla parte infiammata e fasciatura negli intervalli tra un impacco e l'altro.

ELEVATION (elevazione): occorre mantenere la parte infiammata al di sopra del livello del cuore, così da favorire il ritorno venoso ed evitare accumuli di sangue.

Nella maggior parte dei casi l'applicazione del RICE è risolutiva.

Il ghiaccio resta dunque il primo antinfiammatorio da prendere in considerazione.
Non bisogna demonizzare l’utilizzo di farmaci, ma neanche caderne nell’abuso: L’Italia è al primo posto nella classifica europea relativa al consumo di farmaci antinfiammatori. E’ quindi comprensibile che effetto si ha sulla spesa pubblica, senza contare il conseguente utilizzo di gastroprotettori, visti gli effetti che i FANS hanno a livello gastrico.

Il consiglio è dunque di limitare l’uso di FANS (antinfiammatori non steroidei) solo sotto consiglio del medico e non ai primi sintomi. In questo caso la soluzione c’è ed è semplice, efficacie ed economica: il ghiaccio.

Marco Querro

chinesiologo professionista

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  Scritto da Marco Querro il 22/01/2015
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