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I plantari, come e quando usarli nel calcio

Il plantare è un presidio medico da porre sotto la pianta del piede, utilizzato per modificare i rapporti articolari del piede per favorire un corretto riequilibrio morfo-strutturale. Sono molto popolari, anche in serie A. Secondo quanto dichiarato da Alfredo De Nicola, medico sportivo del Napoli, circa il 50-60% dei calciatori ne fa uso durante match ed allenamenti.

Ma a cosa servono e in quali casi è consigliabile il loro utilizzo? Prima di tutto chiariamo che, senza stigmatizzarne l’uso, in caso di patologia sportiva per scorretto appoggio del piede a terra, non bisogna mai ricorrere al fai-da-te, ma farsi sempre valutare da un buon ortopedico, posturologo o chinesiologo, che valuterà in seguito ad una visita la necessità o meno di utilizzare un plantare e soprattutto quale sia più adatto.

Diffidate sempre dai plantari universali, fantomaticamente adatti a tutti. E’ chiaro che ognuno di noi ha una morfologia differente ed è privo di senso pensare che esista un appoggio “corretto” per tutti. Anche perché nella stragrande maggioranza dei casi, gli infortuni muscolari sono dovuti ad altre cause, quali errori di sovraccarico quantitativo o qualitativo.

Piuttosto sarebbe molto utile a tutti i livelli fare un lavoro di propriocezione sui piedi. Utilizzare ad esempio tavolette propriocettive o semplicemente correre e fare esercizi scalzi, magari sulla sabbia. I brasiliani, atleti dalla tecnica sopraffina, sono abituati fin da piccoli a giocare scalzi sulla sabbia: il cervello memorizza in fretta questo tipo di input e la capacità di utilizzare i piedi cresce a dismisura.

In conclusione: plantari solo quando c’è realmente una patologia (o presenza importante di vesciche) e sempre su consiglio di personale esperto. Lavorate invece molto a piedi scalzi, dove la superficie lo permette.

Marco Querro, Centro Fitness Avigliana

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  Scritto da Marco Querro il 07/03/2014
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